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Strategia
Analisi a cura di Filippo Mazzella

Algoritmo A10 Amazon: Guida Completa al Ranking Organico nel 2026

10 Marzo 2026
9 min di lettura
Algoritmo A10 Amazon: Guida Completa al Ranking Organico nel 2026 cover image

Da A9 ad A10: un cambio di filosofia, non solo di versione

Per anni, chi vendeva su Amazon ha ottimizzato secondo le regole dell'algoritmo A9: keyword nel titolo, prezzo competitivo, storico vendite alto, tasso di conversione elevato. Era un sistema relativamente lineare, dove chi faceva più volumi e aveva le keyword giuste tendeva a vincere.

A10 cambia la prospettiva in modo fondamentale. Amazon non guarda più solo cosa succede dentro la piattaforma, ma si interessa a chi porta valore dall'esterno. È un sistema che premia l'autorevolezza del brand oltre la pura macchina di conversione.

Comprendere questa differenza è il punto di partenza per chiunque voglia costruire un posizionamento organico solido nel 2026.

I nuovi segnali di ranking introdotti con A10

1. Traffico esterno alla piattaforma

Questo è il cambiamento più importante. L'algoritmo A10 attribuisce un peso crescente al traffico che proviene da fonti esterne ad Amazon: campagne Meta, Google Ads, newsletter, contenuti organici su Instagram e TikTok, backlink da blog e portali di settore.

La logica è semplice: se un brand è abbastanza forte da attrarre clienti che vengono da fuori Amazon, Amazon lo premia con visibilità organica maggiore. È un segnale di qualità che va oltre il puro volume di vendite.

Implicazione pratica: investire in campagne social che portano traffico su Amazon non serve solo per le vendite dirette. Serve per costruire ranking organico. Il ritorno sull'investimento va misurato su due livelli: conversioni immediate + miglioramento posizione organica nel tempo.

2. Seller Authority

A10 introduce un concetto simile alla "domain authority" di Google, applicato ai seller. Amazon valuta la qualità complessiva dell'account venditore su un insieme di metriche operative:

  • Order Defect Rate (ODR): deve essere sotto lo 0,5%
  • Late Shipment Rate: impatta negativamente sul ranking se supera il 4%
  • Feedback positivi: account con storico di feedback alti partono avvantaggiati
  • Anzianità account: seller attivi da anni hanno un vantaggio strutturale
  • Rispetto delle policy: account mai penalizzati o sospesi hanno un punteggio di autorità più alto

Questo significa che curare la salute operativa dell'account non è solo una questione di compliance: è una leva di marketing organico.

3. Rilevanza semantica profonda

A9 premiava la corrispondenza esatta delle keyword. Inserire "scarpe da running uomo" nel titolo era fondamentale per rankare su quella query. A10 va oltre, interpretando il contesto semantico del listing.

Amazon ha sviluppato modelli NLP (Natural Language Processing) che comprendono sinonimi, varianti, contesti d'uso. Un listing che usa un linguaggio naturale e contestualmente ricco tende a rankare su più varianti di query rispetto a uno che forza keyword esatte in modo innaturale.

Questo non significa abbandonare le keyword. Significa integrarle in un copy che ha senso per il lettore umano, non solo per il crawler.

4. Click-Through Rate organico (CTR)

Amazon misura la frequenza con cui il tuo listing viene cliccato quando appare nei risultati di ricerca organici. Un CTR alto segnala che il tuo prodotto è percepito come rilevante e attrattivo rispetto ai competitor nella stessa SERP.

I fattori che influenzano il CTR organico:

  • Immagine principale: deve distinguersi nella griglia, spesso su sfondo bianco in mezzo a competitor uguali
  • Titolo: deve rispondere immediatamente alla query del cliente, non essere un elenco di keyword
  • Prezzo e badge: badge "Bestseller", "Amazon's Choice", "Coupon" aumentano il CTR in modo misurabile
  • Rating e numero recensioni: visibili nella SERP, impatto diretto sul click

5. Engagement on-page

Una volta che l'utente atterra sul listing, A10 misura la qualità dell'interazione: quanto tempo trascorre sulla pagina, se scorre verso il basso, se guarda i video, se legge l'A+ Content. Un listing su cui gli utenti si soffermano a lungo viene interpretato come di qualità superiore.

Implicazioni dirette:

  • Il video sul listing non è un'opzione: è un segnale di ranking
  • L'A+ Content con testo, tabelle e immagini aumenta il tempo on-page
  • Le Q&A ben curate tengono l'utente sul listing più a lungo

Cosa cambia nella strategia pratica

Il catalogo viene prima delle campagne

La tentazione comune è aumentare il budget Ads per compensare un listing debole. Con A10 questa logica funziona ancora meno di prima. Amazon osserva la qualità dell'esperienza sul listing: se il traffico a pagamento porta utenti che rimbalzano in pochi secondi, il segnale è negativo anche per il ranking organico.

Prima di scalare le campagne, ogni ASIN dovrebbe avere: titolo ottimizzato, 7 immagini di qualità, video, A+ Content, almeno 15 recensioni recenti con rating medio ≥ 4,2.

Il traffico esterno diventa parte del piano Ads

Se prima le campagne Meta o Google verso Amazon erano considerate "extra", con A10 diventano parte integrante della strategia di ranking. Un brand che porta 500 visitatori al mese da Instagram verso i propri listing beneficia di un boost organico progressivo che riduce la dipendenza dal paid interno.

Il backend non basta più

Per anni il consiglio era "riempi il backend search terms". A10 riduce il peso delle keyword hidden e aumenta quello del copy visibile. Le keyword nei bullet point e nel titolo contano più che mai — ma devono essere integrate in modo naturale, non come lista della spesa.

Il framework di ottimizzazione per A10 che usiamo in Coralis

Quando prendiamo in gestione un account, la prima fase è sempre un audit di posizionamento organico basato su cinque assi:

  1. Account health score: verifichiamo ODR, feedback, compliance, anzianità
  2. Listing quality score: valutiamo titolo, immagini, video, A+, Q&A, recensioni
  3. Keyword coverage: misuriamo la copertura semantica per le query target
  4. Traffic sources: analizziamo se esiste traffico esterno tracciato via Attribution
  5. CTR organico: confrontiamo il CTR dei nostri ASIN con i competitor nelle stesse SERP

Da questo audit emergono le priorità di intervento. In genere, i quick win più impattanti sono il video (se assente), l'ottimizzazione del titolo con approccio semantico e l'attivazione di Amazon Attribution per il traffico esterno.

Conclusione: l'organic rank di Amazon è un asset che si costruisce

A10 non è nemico di chi lavora bene. È nemico di chi ha sempre cercato scorciatoie. Il nuovo algoritmo premia chi costruisce un brand reale, con un'esperienza utente curata, una presenza multicanale e un account operativamente sano.

Chi ha investito negli anni nella qualità del catalogo, nella reputazione dell'account e nella presenza su canali esterni si trova oggi in una posizione di vantaggio strutturale — con meno dipendenza dal budget Ads per mantenere la visibilità.

Se vuoi capire dove si trova oggi il tuo account rispetto ai benchmark di A10, la Bussola Diagnostica Coralis analizza il tuo profilo in 5 minuti e ti restituisce un piano di intervento prioritizzato.

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Scritto da

Filippo Mazzella

Analista Amazon & Strategist presso Coralis Intelligence.

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